La riabilitazione come ponte tra ospedale e territorio
Una riflessione sul significato della cura, sulla continuità assistenziale e sul valore della prossimità. È questo il contributo portato da don Antonino Treppiedi, presidente della Fondazione San Giorgio, nel corso del convegno “La riabilitazione: un ponte tra ospedale e territorio per superare la fragilità”, che si è svolto il 30 maggio nella Sala Elpidio Benedetti di Poggio Mirteto.
L’iniziativa ha riunito professionisti sanitari, rappresentanti delle istituzioni e realtà del territorio per approfondire il tema della riabilitazione e della presa in carico delle persone fragili lungo tutto il percorso assistenziale.
Don Antonino Treppiedi: la persona prima dei numeri
Nel suo intervento dedicato alla fragilità esistenziale, don Antonino Treppiedi ha richiamato l’esperienza concreta maturata attraverso le attività della Fondazione San Giorgio e delle strutture che ogni giorno accompagnano persone anziane, fragili e bisognose di assistenza.
Il presidente della Fondazione ha posto al centro il tema della prossimità e del significato stesso del prendersi cura, ricordando come il malato non possa mai essere considerato un costo o un elemento statistico.
«L’ammalato non è un peso e la sanità non può soffermarsi e concentrarsi su questioni di tipo economico», ha sottolineato.
Un messaggio che si è sviluppato attorno a un principio preciso: il paziente è prima di tutto una persona e come tale deve essere accolto e accompagnato.
«Il malato è prima di tutto una persona e come persona va presa in carico. Ancora una volta la sanità è chiamata a servire le persone e non a servire i numeri».
L’esperienza della Fondazione San Giorgio nella cultura della prossimità
Nel corso dell’intervento è stata richiamata anche l’esperienza della Fondazione San Giorgio sul territorio, attraverso i servizi e le strutture che operano quotidianamente nell’ambito dell’assistenza e dell’accompagnamento delle persone fragili.
Un modello che mette al centro non soltanto il bisogno sanitario, ma anche la dimensione relazionale, sociale e umana della cura.
Il ringraziamento della responsabile scientifica
Al termine dell’incontro è arrivato anche un apprezzamento diretto da parte della dottoressa Luisella D’Angeli, diabetologa endocrinologa e responsabile della struttura ospedaliera di Poggio Mirteto, oltre che responsabile scientifica dell’evento.
«Grazie per la sua presenza e per le bellissime parole», il messaggio rivolto a don Antonino Treppiedi a conclusione della giornata.

