Un presidio sanitario che parla alle aree interne
L’inaugurazione del Poliambulatorio San Paolo di Poggio Nativo non ha rappresentato soltanto l’apertura di una nuova struttura sanitaria specialistica, ma anche un momento di riflessione sul futuro dei servizi nelle aree interne e sul ruolo della collaborazione tra istituzioni, territorio e comunità locali.
Nel corso della cerimonia inaugurale, infatti, molti degli interventi istituzionali hanno posto l’attenzione sul tema della sanità di prossimità, della necessità di rafforzare i servizi territoriali e dell’importanza di costruire una rete stabile tra enti pubblici, Diocesi e realtà sociali.
La nuova struttura, promossa dalla Fondazione San Giorgio insieme alla Diocesi Suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto, nasce proprio con questo obiettivo: offrire servizi specialistici accessibili in un’area vasta come quella della Sabina.
Trancassini: “Da Poggio Nativo un messaggio forte per le aree interne”

Tra gli interventi più significativi quello del Questore della Camera dei Deputati Paolo Trancassini, che ha collegato il progetto al tema più ampio della tutela delle aree interne.
«Questa è una giornata in controtendenza, ma nella direzione giusta: quella di dare servizi e segnali concreti a chi ancora lavora e crede nel futuro delle aree interne», ha dichiarato Trancassini.
Il Questore ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, definendo il nuovo poliambulatorio un esempio concreto di lavoro di squadra.
«Questo poliambulatorio nasce con la sinergia della Diocesi, della Fondazione, del Comune e della Regione. È un bel segnale di lavoro di squadra», ha affermato.
Nel suo lungo intervento, Trancassini ha poi richiamato il tema dello spopolamento e della perdita progressiva dei servizi nei piccoli comuni.
«Da Poggio Nativo partono messaggi molto forti: il messaggio dell’unità, della collaborazione, della capacità di sognare e di pensare che si può andare contromano rispetto allo spopolamento e alla quotidiana perdita di servizi», ha aggiunto.
Infine, ha evidenziato il valore identitario delle comunità delle aree interne.
«Qui c’è ancora l’identità, la consapevolezza di essere una comunità. Una è la comunità, una è la sfida, ed è quella delle aree interne», ha concluso Trancassini.
Il Prefetto Niglio: “Un servizio di prossimità che affianca il Servizio Sanitario Nazionale”

Anche il Prefetto di Rieti Pinuccia Niglio ha posto l’accento sul valore della collaborazione tra istituzioni e sulla capacità del territorio di costruire risposte concrete ai bisogni della comunità.
«Sono favorevolmente colpita dalla presenza delle tantissime amministrazioni della Sabina e dei tanti cittadini intervenuti a questa inaugurazione», ha dichiarato il Prefetto.
Niglio ha quindi evidenziato il ruolo della sinergia tra enti pubblici, Diocesi e Fondazione San Giorgio nella realizzazione dell’opera.
«Tutte le volte che c’è sinergia e coesione tra gli attori in gioco il prefetto è assolutamente contento. Evidentemente sono stati bravi perché hanno intercettato un’esigenza molto sentita dalla comunità sabina: avere un servizio di prevenzione sanitaria in prossimità», ha affermato.
Il Prefetto ha inoltre affrontato il tema del rapporto tra il nuovo poliambulatorio e il Servizio Sanitario Nazionale.
«Tutte le volte che si inaugura un poliambulatorio parte inevitabilmente la polemica sulla concorrenza al servizio sanitario nazionale. Non è così. Tutti i poliambulatori, e soprattutto questo, hanno l’ambizione non di essere concorrenti, ma semplicemente di affiancare il Servizio Sanitario Nazionale, che resta un’eccellenza della nostra Italia», ha dichiarato.
Infine, Niglio ha sottolineato come la presenza di servizi territoriali di prossimità possa contribuire a rafforzare la qualità complessiva dell’assistenza sanitaria.
«Avere un servizio di prossimità serve proprio per rendere il Servizio Sanitario Nazionale ancora più qualificato e professionale», ha aggiunto, rivolgendo un augurio ai professionisti che opereranno nella nuova struttura.
Gianluca Vagni: “Una nuova stagione della collaborazione”

Il sindaco di Poggio Nativo Gianluca Vagni, che ha seguito da vicino il progetto, ha parlato apertamente di una nuova fase di collaborazione per il territorio della Sabina.
«L’inaugurazione del Poliambulatorio San Paolo rappresenta un momento importante per tutta la comunità di Poggio Nativo e per il territorio circostante», ha dichiarato il primo cittadino.
Nel suo intervento, Vagni ha sottolineato come la realizzazione del poliambulatorio sia il risultato di una rete costruita negli anni tra amministrazioni, Diocesi e realtà territoriali.
«Questo avviene grazie alla nuova stagione della collaborazione e al grande lavoro che si sta portando avanti con sua eccellenza il Vescovo», ha affermato il sindaco.
Manuela Rinaldi: “Una sanità che accoglie e ascolta il territorio”

Nel corso della cerimonia è intervenuta anche l’Assessore ai Lavori pubblici, Politiche di Ricostruzione, Viabilità e Infrastrutture della Regione Lazio Manuela Rinaldi, che ha portato il saluto del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.
«Vi porto i saluti del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che purtroppo non poteva essere presente per impegni istituzionali concomitanti», ha dichiarato l’assessore.
Rinaldi ha poi sottolineato il significato umano e territoriale dell’iniziativa, evidenziando il valore di una sanità vicina ai cittadini.
«Il Poliambulatorio San Paolo significa anche una sanità che accoglie, non soltanto che cura. Questa è la missione che avete voi ecclesiastici, ma anche quella di chi amministra i territori: ascoltare le comunità, ascoltare i cittadini e lavorare per loro», ha affermato.
Nel suo intervento, l’assessore regionale ha inoltre richiamato il lavoro che la Regione Lazio e la ASL di Rieti stanno portando avanti sul territorio provinciale.
«Credo che la ASL di Rieti stia facendo una rivoluzione in questo territorio e in tutta la provincia», ha aggiunto Rinaldi, facendo riferimento anche ai progetti legati al nuovo ospedale di Rieti.
Roberta Cuneo: “Servizi equi per tutti i territori”
Tra gli interventi istituzionali anche quello della Presidente della Provincia di Rieti Roberta Cuneo, che ha sottolineato il valore del nuovo presidio sanitario per l’intero territorio provinciale.
«Un grande segno di civilizzazione e di passo in avanti verso un futuro nel quale i servizi ai cittadini vengono dati in modo equo, a seconda di quelle che sono le necessità dei diversi territori», ha dichiarato la presidente della Provincia.
Cuneo ha inoltre evidenziato l’importanza della collaborazione tra Regione Lazio, ASL e realtà territoriali per garantire una presenza diffusa dei servizi sanitari.
«Essere presenti in maniera diffusa sul territorio significa rendere ogni cittadino della nostra provincia degno e felice di poter vivere nel nostro territorio», ha aggiunto.
Un modello di sanità di prossimità
Il Poliambulatorio San Paolo nasce come struttura specialistica multidisciplinare accreditata, con quattro ambulatori e servizi dedicati a cardiologia, neurologia, dermatologia, ortopedia, ginecologia, endocrinologia, fisiatria ed ematologia.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento della sanità territoriale in un’area caratterizzata da piccoli comuni e da una popolazione distribuita su un territorio vasto.
Proprio questo elemento è emerso come uno dei temi centrali dell’inaugurazione: la necessità di costruire servizi vicini ai cittadini, soprattutto nelle aree interne e nei territori più distanti dai grandi centri urbani.
Il Poliambulatorio come simbolo territoriale
L’inaugurazione di Poggio Nativo ha così assunto un significato che va oltre la sola apertura di una struttura sanitaria.
Per molti dei presenti, il Poliambulatorio San Paolo rappresenta infatti un esempio concreto di come istituzioni civili, realtà ecclesiali e soggetti territoriali possano collaborare per costruire servizi stabili e risposte concrete per le comunità locali.

