Casa Sant’Ernesto apre le porte a Corese Terra: nasce un nuovo punto di riferimento per inclusione e autonomia

Casa Sant’Ernesto apre le porte a Corese Terra: nasce un nuovo punto di riferimento per inclusione e autonomia

Un edificio storico restituito alla comunità e trasformato in uno spazio dedicato all’accoglienza, all’autonomia e all’inclusione sociale. È questo il significato dell’inaugurazione di Casa Sant’Ernesto, la nuova struttura affidata alla gestione della Fondazione San Giorgio e realizzata grazie alla collaborazione tra Diocesi Sabina-Poggio Mirteto, Distretto Sociale RI/3 e istituzioni territoriali.

L’apertura della struttura rappresenta uno dei progetti più significativi sviluppati nel territorio della provincia di Rieti attraverso le opportunità offerte dal PNRR. L’obiettivo è offrire percorsi concreti alle persone più fragili, alle famiglie e ai giovani con disabilità, creando opportunità di inclusione e di partecipazione attiva alla vita della comunità.

Una casa che torna a vivere

L’immobile che ospita Casa Sant’Ernesto affonda le proprie radici nella storia di Corese Terra. Per decenni è stato un punto di riferimento educativo e assistenziale grazie all’opera delle Maestre Pie Filippini.

Dopo anni di inutilizzo, il recupero della struttura ha consentito di restituire alla comunità un luogo profondamente legato alla memoria collettiva del territorio.

Nel corso della cerimonia inaugurale, il Presidente della Fondazione San Giorgio, don Antonino Treppiedi, ha ricordato come il progetto non rappresenti semplicemente il recupero di un edificio, ma la rinascita di una funzione sociale che appartiene alla storia stessa della struttura.

Servizi e percorsi per le persone più fragili

Casa Sant’Ernesto nasce per sviluppare percorsi di autonomia per persone con disabilità e interventi di inclusione sociale rivolti a chi vive situazioni di fragilità.

La struttura sarà inserita nella rete dei servizi territoriali e lavorerà in stretta collaborazione con il Consorzio Sociale RI/3, le istituzioni locali e il mondo del volontariato.

L’obiettivo è favorire percorsi personalizzati di crescita, autonomia e inserimento nella vita sociale e lavorativa del territorio.

Particolarmente significativa è la continuità con le attività già avviate dalla Fondazione San Giorgio attraverso i percorsi di inclusione sociale e i tirocini rivolti ai ragazzi con disabilità, che hanno già coinvolto numerose realtà produttive e commerciali della Sabina.

Un progetto nato dalla collaborazione

Uno degli elementi più evidenti emersi durante l’inaugurazione è stato il valore della collaborazione tra enti pubblici, Chiesa e terzo settore.

Il progetto è stato reso possibile grazie al lavoro condiviso tra il Distretto Sociale RI/3, i Comuni del territorio, la Regione Lazio, la Prefettura di Rieti e la Diocesi Sabina-Poggio Mirteto.

Una sinergia che ha consentito non soltanto di recuperare l’immobile, ma soprattutto di costruire una prospettiva di lungo periodo per i servizi rivolti alle persone più fragili.

Un investimento sul futuro della comunità

Casa Sant’Ernesto non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso destinato a crescere.

Tra i progetti già annunciati figurano il recupero del secondo piano della struttura, nuovi servizi dedicati ai minori e alle persone con disabilità, interventi per l’autonomia energetica dell’edificio e la valorizzazione degli spazi esterni.

L’obiettivo condiviso da Fondazione San Giorgio, Diocesi e istituzioni è quello di trasformare Casa Sant’Ernesto in un presidio stabile di prossimità, capace di accompagnare le persone nei momenti di maggiore difficoltà e di rafforzare la rete sociale dell’intero territorio.

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