Casa Sant’Ernesto, istituzioni unite per l’inclusione sociale: dalla Regione Lazio alla Prefettura, il territorio fa squadra

La nascita di Casa Sant’Ernesto non rappresenta soltanto l’apertura di una nuova struttura dedicata alle persone più fragili. L’inaugurazione di Corese Terra ha mostrato soprattutto la capacità di istituzioni civili, religiose e sociali di costruire insieme una risposta concreta ai bisogni del territorio.

Attorno al progetto si sono ritrovati il Consorzio Sociale RI/3, i dodici Comuni del distretto, la Regione Lazio, la Prefettura di Rieti, la Diocesi Sabina-Poggio Mirteto e la Fondazione San Giorgio. Una collaborazione che è stata al centro degli interventi istituzionali che hanno accompagnato il taglio del nastro.

Gianluca Vagni: «Una porta che si affaccia sulla speranza»

Ad aprire la cerimonia è stato Gianluca Vagni, Sindaco di Poggio Nativo e vicepresidente del Consorzio Sociale RI/3.

Nel suo intervento ha definito Casa Sant’Ernesto molto più di una semplice struttura sociale.

«Oggi non è una semplice inaugurazione di una struttura. Oggi apriamo una porta che si affaccia sulla speranza, sull’accoglienza, sulla possibilità di non sentirsi soli nei momenti più difficili della vita».

Vagni ha ricordato come il progetto sia nato grazie alle opportunità offerte dal PNRR e dalla capacità del territorio di fare squadra.

«Casa Sant’Ernesto nasce da una visione condivisa e da un grande lavoro di squadra. Nasce grazie alle opportunità offerte dai fondi del PNRR e al percorso avviato dal Distretto Sociale RI/3».

Particolarmente significativo il passaggio dedicato alle persone che saranno accolte nella struttura.

«Dietro queste mura ci sono storie, ci sono famiglie che ogni giorno affrontano preoccupazioni, sacrifici e incertezze. Ci sono persone che cercano un’occasione per rialzarsi, per ritrovare fiducia, dignità e autonomia. A loro vogliamo dire una cosa semplice ma fondamentale: non siete soli».

Roberta Cuneo: «Un servizio per tutti i Comuni del Consorzio»

La Presidente del Consorzio Sociale RI/3 e Sindaca di Fara in Sabina, Roberta Cuneo, ha posto l’accento sul carattere sovracomunale dell’iniziativa.

Ripercorrendo la storia dell’edificio, ha ricordato il legame profondo tra la struttura e la comunità di Corese Terra, sottolineando il lavoro svolto dai sindaci del territorio per trasformare un immobile inutilizzato in un presidio sociale.

«Quello che inauguriamo non è soltanto il raggiungimento di un obiettivo per il Comune di Fara in Sabina. È un obiettivo che raggiungiamo all’interno del Consorzio ed è un servizio che sarà fruito da ragazzi, persone e famiglie dell’intero territorio afferente al Consorzio».

Cuneo ha inoltre evidenziato una delle principali criticità sociali emerse negli ultimi anni.

«Sul nostro territorio non c’erano centri di aggregazione per ragazzi con disabilità. Ancora oggi abbiamo difficoltà a trovare momenti di condivisione per questi ragazzi al di fuori del periodo scolastico. Questa struttura nasce anche per dare una risposta concreta a questo bisogno».

La Presidente ha infine assicurato l’impegno delle amministrazioni locali nel garantire continuità ai servizi sociali avviati grazie ai finanziamenti nazionali ed europei.

Manuela Rinaldi: «Una buona pratica per tutta la provincia»

A rappresentare la Regione Lazio è stata l’Assessore Manuela Rinaldi, che ha portato il saluto del Presidente Francesco Rocca.

Nel suo intervento ha definito Casa Sant’Ernesto un esempio virtuoso di utilizzo delle opportunità offerte dal PNRR.

«Siete stati bravi a trovare l’occasione dal PNRR per fare dei progetti ambiziosi che in questo momento nessuno avrebbe potuto realizzare. Questa è una dimostrazione di una buona pratica che può essere ripetuta anche in altri luoghi».

Rinaldi ha inoltre sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, Diocesi e terzo settore.

«Siete riusciti a mettere intorno a un tavolo una comunità intera per aiutare le fragilità. È un lavoro importante che ha riflessi non soltanto su questo territorio e sul Consorzio Sociale RI/3, ma sull’intera provincia di Rieti».

Il Prefetto Niglio: «La fragilità può riguardare tutti»

Tra gli interventi più apprezzati della serata anche quello del Prefetto di Rieti, Pinuccia Niglio.

Il Prefetto ha collegato il significato dell’iniziativa ai valori costituzionali e al ruolo delle istituzioni nel garantire uguaglianza e dignità ai cittadini.

«La Repubblica vive nei servizi che garantiscono l’uguaglianza delle persone e tutte le volte che assumiamo una responsabilità e non assecondiamo l’indifferenza stiamo realizzando quella Repubblica democratica che la Costituzione ci ha affidato».

Un messaggio che ha trovato il suo punto più forte nella riflessione sulla fragilità.

«La fragilità può riguardare assolutamente tutti e tutti, nel momento in cui ci sentiamo fragili, abbiamo bisogno del sostegno di qualcun altro».

Monsignor Mandara: «La collaborazione deve continuare»

A chiudere gli interventi è stato il Vescovo della Diocesi Sabina-Poggio Mirteto, Monsignor Ernesto Mandara.

Il Vescovo ha ricordato come il progetto sia nato grazie alla generosità delle Maestre Pie Filippini e alla collaborazione tra istituzioni, Diocesi e Fondazione San Giorgio.

Nel suo intervento ha annunciato che la Diocesi continuerà a sostenere concretamente lo sviluppo della struttura.

«Ho deciso di destinare una parte molto consistente dell’otto per mille destinato alla diocesi alle opere che fanno capo alla Fondazione».

Mandara ha inoltre delineato alcuni degli interventi già programmati.

«Dobbiamo ristrutturare il secondo piano, portare la struttura all’autonomia energetica con i pannelli fotovoltaici, dotarla di un ascensore e trasformare l’area dell’oliveto in un parco a disposizione della casa e della cittadinanza».

Un modello di collaborazione per il territorio

L’inaugurazione di Casa Sant’Ernesto ha mostrato come la collaborazione tra enti locali, Regione Lazio, Prefettura, Diocesi e Fondazione San Giorgio possa trasformare un immobile inutilizzato in un servizio concreto per la comunità.

Un modello che guarda oltre il singolo intervento edilizio e che punta a costruire risposte durature per le persone più fragili, rafforzando la rete sociale di un territorio che ha scelto di affrontare insieme le sfide dell’inclusione e della solidarietà.

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